… l’arte del pane l’aveva appresa lavorando sodo nel forno Grosso-Alvarosi di Via Garibaldi. Molte notti infarinate, mentre Parma dormiva, e mille albe dal profumo croccante. Enrico Scaccaglia, mani in pasta sognando un forno con l’insegna che portasse il suo nome, ci aveva provato tante volte a interpellare i mugnai per l’acquisto della farina a credito. Le garanzie per i fornitori? Solo la sua passione e il saper fare. Dopo tanti rifiuti, all’ultimo tentativo, quando il suo sogno sembrava ancora una volta non lievitare: “Ha una faccia da galantuomo” – il molinar lo richiamò mentre era già sulla porta – “domani le mando la farina”. E’ questo fu l’inizio…
Accanto ad Enrico, il supporto indispensabile della moglie Gaetana, compagna di vita e di lavoro, pronta a condividere fatiche, sacrifici e orgoglio per quel panificio, l’eredità più preziosa da lasciare ai figli Mario e Paolo. Una passione per ciò che è vero e buono, trasmessa nel DNA e così irresistibile da coinvolgere anche le nuore Maria Carla e Rosanna nell’attività di famiglia. Una tradizione che continua oggi con la terza generazione; Filippo Scaccaglia e Fabio Monfrini danno orgogliosamente futuro all’antico panificio e coniugano il saper fare di famiglia con l’innovazione e i nuovi progetti.